CLOUD

Cloud

Negli anni l’evoluzione tecnologica e del mercato ha portato alla nascita di veri e propri “Public Cloud Provider”, delle grandi aziende che erogano molteplici servizi attraverso la connettività Internet.

Ad oggi (2020) possiamo definire “Public Cloud” i servizi erogati dalle seguenti aziende:

  • Amazon (AWS)
  • Microsoft (Azure)
  • Google (Google Cloud)
  • IBM (IBM Cloud)
  • ORACLE (Oracle Cloud)
  • ALIBABA

Esistono poi alcuni operatori nazionali molto specifici e di tutto rispetto in grado di erogare alcune delle funzionalità dei “Public Cloud provider” direttamente dal territorio Italiano.

NSI Advisor SRL ha scelto di diventare Amazon Consulting Partner in quanto crede nell’erogazione dei servizi cloud rispetto alle soluzioni on-prem. Amazon AWS è diventata ormai una suite molto matura di servizi integrati, nativamente ridondati ed affidabili, con una spiccata apertura verso partner terzi (Software, Sicurezza e Management).

In qualità di Solution Architect, siamo in grado di supportare il cliente nella creazione di ambienti Trial, POC, Migrazione su AWS di soluzioni specifiche e in fine migrazione totale della tecnologia ON-PREM.

La connettività è fondamentale per raggiungere le giuste prestazioni e la massima sicurezza, per questo il disegno parte sempre dal Networking che è il primo abilitatore alla migrazione in cloud.

Il cloud privato (o private cloud) è una infrastruttura di cloud computing in cui le risorse hardware sono interamente dedicate a una singola organizzazione o utente. Possiamo definire “private cloud” un ambiente interno o esterno all’azienda comunque interamente dedicato e gestito dall’azienda stessa o da outsourcer dedicati. Un cloud privato può essere acquistato come servizio da un fornitore terzo, che però riserverà le risorse al cliente, senza ospitarvi istanze di altri.

Sebbene richieda un intervento maggiore da parte dello staff IT per la gestione e il monitoraggio dell’infrastruttura rispetto a un cloud pubblico, un’ infrastruttura di cloud privato – se ben implementata – può alleggerire il carico di lavoro, semplificando il provisioning o deprovisioning e automatizzando maggiormente le procedure di gestione ordinaria, anche rispetto a un ambiente fortemente virtualizzato.

In caso di necessità di nuove istanze, o di modifica delle caratteristiche delle risorse assegnate, l’unità di business o il responsabile del progetto può provvedere in autonomia a configurare e attivare nuove macchine virtuali senza richiedere l’intervento dello staff IT centrale. In questo caso, i meccanismi di quantificazione e addebito dei costi possono essere usati per stabilire il costo interno delle risorse impegnate da ogni business unit.

Cloud privato o cloud pubblico?
I motivi per preferire un cloud privato a uno pubblico sono diversi:

Necessità normative.
In alcuni settori, gli operatori sono obbligati da leggi, normative e regole di compliance a custodire i dati nella propria infrastruttura IT;

Preoccupazioni di sicurezza generiche.
In un private cloud, tutti i dati transitano all’interno del perimetro aziendale, e sono accessibili solo a chi può operare all’interno del firewall.

Riconversione di un data center.
Se si possiede già l’infrastruttura hardware, ma si ha bisogno di un’architettura cloud, ha senso riconvertire il data center tradizionale in un cloud privato (non senza qualche complicazione e sofferenza, va detto);

Prestazioni.
Alcune applicazioni che necessitano di trasferire grandi quantità di dati, o richiedano una latenza minima e prevedibile, potrebbero essere  avvantaggiate da un’infrastruttura fisicamente integrata alla Lan aziendale.

Ci sono, però, alcuni svantaggi del cloud privato, o situazioni in cui potrebbe non essere la soluzione più indicata.

Scalabilità limitata. Se con un cloud pubblico le risorse disponibili sono praticamente infinite (o sono limitate unicamente dal budget), in un cloud privato sono limitate dall’infrastruttura fisica. Raggiunto il limite, è necessario acquistare nuovo hardware ed eseguire il suo deployment nel data center;

Rischio di over deployment. Come corollario al punto precedente, l’infrastruttura deve essere dimensionata sul carico massimo previsto. Se il picco di carico avviene solo per brevi periodi nell’arco dell’anno, per il resto del tempo una parte dell’infrastruttura rimarrà inattiva, immobilizzando capitale, occupando spazio e richiedendo comunque manutenzione.

Qualificazione del personale. A meno che non si ricorra a un servizio gestito da terze parti, la creazione e la gestione di un cloud privato richiedono personale qualificato con competenze specifiche, soprattutto per garantire il regolare funzionamento e la sicurezza;

Rischi per la sicurezza fisica. Se il private cloud è costruito su un data center proprietario, è necessario preoccuparsi della sua continuità di servizio e della sicurezza fisica. Un evento catastrofico che colpisca la sede locale (incendi, alluvioni, terremoti) avrà effetto anche sui dati e sulla continuità dei servizi online.

PUBLIC CLOUD

Negli anni l’evoluzione tecnologica e del mercato ha portato alla nascita di veri e propri “Public Cloud Provider”, delle grandi aziende che erogano molteplici servizi attraverso la connettività Internet.

Ad oggi (2020) possiamo definire “Public Cloud” i servizi erogati dalle seguenti aziende:

  • Amazon (AWS)
  • Microsoft (Azure)
  • Google (Google Cloud)
  • IBM (IBM Cloud)
  • ORACLE (Oracle Cloud)
  • ALIBABA

Esistono poi alcuni operatori nazionali molto specifici e di tutto rispetto in grado di erogare alcune delle funzionalità dei “Public Cloud provider” direttamente dal territorio Italiano. NSI Advisor SRL ha scelto di diventare Amazon Consulting Partner in quanto crede nell’erogazione dei servizi cloud rispetto alle soluzioni on-prem. Amazon AWS è diventata ormai una suite molto matura di servizi integrati, nativamente ridondati ed affidabili, con una spiccata apertura verso partner terzi (Software, Sicurezza e Management).

In qualità di Solution Architect, siamo in grado di supportare il cliente nella creazione di ambienti Trial, POC, Migrazione su AWS di soluzioni specifiche e in fine migrazione totale della tecnologia ON-PREM. La connettività è fondamentale per raggiungere le giuste prestazioni e la massima sicurezza, per questo il disegno parte sempre dal Networking che è il primo abilitatore alla migrazione in cloud.

PRIVATE CLOUD

Il cloud privato (o private cloud) è una infrastruttura di cloud computing in cui le risorse hardware sono interamente dedicate a una singola organizzazione o utente. Possiamo definire “private cloud” un ambiente interno o esterno all’azienda comunque interamente dedicato e gestito dall’azienda stessa o da outsourcer dedicati. Un cloud privato può essere acquistato come servizio da un fornitore terzo, che però riserverà le risorse al cliente, senza ospitarvi istanze di altri.

Sebbene richieda un intervento maggiore da parte dello staff IT per la gestione e il monitoraggio dell’infrastruttura rispetto a un cloud pubblico, un’ infrastruttura di cloud privato – se ben implementata – può alleggerire il carico di lavoro, semplificando il provisioning o deprovisioning e automatizzando maggiormente le procedure di gestione ordinaria, anche rispetto a un ambiente fortemente virtualizzato.

In caso di necessità di nuove istanze, o di modifica delle caratteristiche delle risorse assegnate, l’unità di business o il responsabile del progetto può provvedere in autonomia a configurare e attivare nuove macchine virtuali senza richiedere l’intervento dello staff IT centrale. In questo caso, i meccanismi di quantificazione e addebito dei costi possono essere usati per stabilire il costo interno delle risorse impegnate da ogni business unit.

Cloud privato o cloud pubblico?
I motivi per preferire un cloud privato a uno pubblico sono diversi:

Necessità normative.
In alcuni settori, gli operatori sono obbligati da leggi, normative e regole di compliance a custodire i dati nella propria infrastruttura IT;

Preoccupazioni di sicurezza generiche.
In un private cloud, tutti i dati transitano all’interno del perimetro aziendale, e sono accessibili solo a chi può operare all’interno del firewall.

Riconversione di un data center.
Se si possiede già l’infrastruttura hardware, ma si ha bisogno di un’architettura cloud, ha senso riconvertire il data center tradizionale in un cloud privato (non senza qualche complicazione e sofferenza, va detto);

Prestazioni.
Alcune applicazioni che necessitano di trasferire grandi quantità di dati, o richiedano una latenza minima e prevedibile, potrebbero essere  avvantaggiate da un’infrastruttura fisicamente integrata alla Lan aziendale.

Ci sono, però, alcuni svantaggi del cloud privato, o situazioni in cui potrebbe non essere la soluzione più indicata.

Scalabilità limitata. Se con un cloud pubblico le risorse disponibili sono praticamente infinite (o sono limitate unicamente dal budget), in un cloud privato sono limitate dall’infrastruttura fisica. Raggiunto il limite, è necessario acquistare nuovo hardware ed eseguire il suo deployment nel data center;

Rischio di over deployment. Come corollario al punto precedente, l’infrastruttura deve essere dimensionata sul carico massimo previsto. Se il picco di carico avviene solo per brevi periodi nell’arco dell’anno, per il resto del tempo una parte dell’infrastruttura rimarrà inattiva, immobilizzando capitale, occupando spazio e richiedendo comunque manutenzione.

Qualificazione del personale. A meno che non si ricorra a un servizio gestito da terze parti, la creazione e la gestione di un cloud privato richiedono personale qualificato con competenze specifiche, soprattutto per garantire il regolare funzionamento e la sicurezza;

Rischi per la sicurezza fisica. Se il private cloud è costruito su un data center proprietario, è necessario preoccuparsi della sua continuità di servizio e della sicurezza fisica. Un evento catastrofico che colpisca la sede locale (incendi, alluvioni, terremoti) avrà effetto anche sui dati e sulla continuità dei servizi online.